Un giorno con Facebook bloccato fa capire tante cose. Quando mi é successo un paio di giorni fa, la prima reazione é stata quella di tirare il cellulare dalla finestra, ma poi, tornata in me, ho iniziato ad analizzare la serie di inconveniente che avrei dovuto affrontare durante la mia assenza dalla rete sociale piú diffusa.
Prima di tutto ho pensato che esistono persone che non hanno Facebook e che possono vivere benissimo senza di questo. Ho un paio di amiche che sono normalissime e che non hanno mai avuto la minima curiositá/morbo per farsi un profilo. E come darle torto? Mi son detta che he anche io avrei potuto vivere senza Facebook, senza dover per forza tornare all'etá della pietra, ma continuando ad usare il web e le sue risorse.
Di inconvenienti peró ce n'erano: prima di tutto avevo perso il contatto con i miei compagni del barranchismo, visto che su facebook ci mettiamo d'accordo per le uscite e per altri dettagli importanti. Ho pensato che questo aspetto si sarebbe potuto risolvere con il Whatsapp, ma mi sarei comunque persa parte della comunicazione, ed allora ho pensato che sarei potuta entrare a vedere le pubblicazioni dei miei compagni dal Facebook del mio ragazzo. Ma cosí sarei tornata al punto di partenza, come nel gioco dell'oca: supplire la mancanza del Facebook, con il Facebook di qualcun'altro.
Il secondo aspetto era legato proprio alle sorti di questo blog. Dove avrei pubblicizzato i miei post? Come avrei incontrato nuovi lettori? In poche parole, come avrei potuto far crescere questo blog senza la spinta di Facebook? Poi mi sono messa a pensare che 5 anni fa quando scrivevo nell'altro blog le reti sociali non erano ancora diffuse, e facevamo girare i nostri articoli per il Messanger, e per mail. Si può adesso invertire la tendenza e tornare a quelle "rudimentali" forme di diffusione? Mail per mail?
Poi tornando alle mie amiche senza Facebook, alcune di loro sono arrivata a questo blog senza il bisogno dell'intermediario della rete sociale. Quindi é possibile, ma su piccola scala.
Poi la terza preoccupazione riguardava il Facebook stesso. Mi stava chiedendo di caricare un documento ufficiale dove veniva il mio nome completo e la mia foto, e per un momento mi sono scandalizzata per il fatto che il signore che sta dietro a questa rete sociale si impicciasse tanto per i fatti miei, mettendo da parte per un momento che tutti i giorni io stessa gli permetto deliberatamente di sbirciare tra le mie foto e le mie pubblicazioni. Ma chiedere una copia di un documento ufficiale mi ha fatto cadere dalle nuvole, e pensare a quanto siamo controllati tutti i giorni senza essercene accorti. In piú il signor Facebook si sarebbe accorto che non mi chiamo Amauta di primo cognome.
Alla fine dopo lunghe riflessioni ero pronta a mandare la mia carta d'identitá italiana, quando il Facebook ha fatto la sua apparizzione d'improvviso, senza il bisogno di caricare un documento che probabilmente quelle persone potrebbero avere accesso per un altra via.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Un día con el Facebook bloqueado hace entender muchas cosas. Cuando me pasó hace un par de días, mi primera reacción fue de querer tirar el celular por la ventana. Luego, regresé en mí, y me puse a analizar la serie de inconvenientes que hubiera tenido que enfrentar durante la ausencia de la red social más difundida en el mundo.
Primero que nada he pensado que existen personas que no tienen Facebook y que pueden vivir muy bien sin este medio. Tengo un par de amigas que son normalisimas y que nunca tuvieron la minima curiosidad/morbo por hacerse un perfil. ¿Y cómo culparlas? Me dije a mi misma que yo también hubiera podido vivir sin el Facebook, sin tener que regresar afuerza a la edad de la piedra, sino siguiendo usando el web y sus recursos.
Había pero algunos inconvenientes: primero que nada había perdido el contacto con mis compañeros del cañonismo, dado que en el Facebook nos ponemos de acuerdo por las salidas y por las otras comunicaciones importantes. Pensé que este aspecto se hubiera podido resolver con el Whatsapp, pero seguramente me hubiera perdido parte de la comunicación. Entonces consideré la idea de entrar a ver las publicaciones de mis compañeros desde el Facebook de mi chico. Pero haciendo eso, hubiera regresado al punto de partida, como el juego del oca (un viejo juego de cuando era niña): remplazar la falta del Facebook, con el Facebook de alguien más.
El segundo aspecto estaba relacionado justamente al destino de este blog. ¿Dónde hubiera publicado mis posts? ¿Cómo hubiera encontrado a nuevo lectores? En pocas palabras, ¿cómo hubiera podido hacer crecer este blog sin el apoyo del Facebook? Luego pensé que hace 5 años, cuando escribía en el otro blog, las redes sociales no tenían la misma difusión, y compartíamos nuestros artículos por el Messanger y por correo. ¿Se puede ahora revertir esta tendencia y regresar a estas "rudimentales" formas de difusión? ¿Correo por correo?
Luego regresando a mis amigas sin el Facebook, algunas de ellas llegaron a este blog sin la necesidad del intermediario de las redes sociales. Entonces es posible, pero en pequeña ecala.
Finalmente la tercera preocupación tenía que ver con el Facebook mismo. Me estaba pidiendo de cargar una identificación oficial donde venía mi nombre completo y una foto mía, y por un momento me chocó tanto que el señor que está detrás de todo eso fuera tan chismoso, olvidando por un momento que todos los días yo mismo permito que este señor pueda pasear tranquilamente entre mis fotos y públicaciones. Pero pedir la copia de un archivo oficial me hizo caer de las nubes, y pensar a cuanto estamos controlados todos los días sin darnos cuenta. Además el señor Facebook se hubiera dado cuenta que no me llamo Amauta como primer apellido.
Al final de largas reflexiones esta lista por enviar mi identificación italiana, cuando el Facebook apareció de repente, sin la necesidad de cargar una identificación a la cual probablemente ya tiene acceso por otros medios.

No hay comentarios:
Publicar un comentario