Tra tutti i giorni dell'anno il 6 gennaio è quello dove sento più che mai la "distanza culturale" tra Messico e Italia. Uno sguardo su Facebook non sarebbe più eloquente: mentre i miei amici italiani mettono in mostra foto di calze piene di dolci e per i più cattivelli piene di carbone, quelli messicani sfoggiano foto di scarpe puzzolenti messe sotto l'albero e poi trovare il giorno dopo circondate, o riempite di regali (beati quelli con la scarpa più grossa). Anche la persona che porta i regali non è la stessa, a quanto pare i bambini messicani fanno affidamento per realizzare i loro desideri a i Re Magi, mentre gli italiani si appellano alla figura magica della Befana. Vediamo quindi i due personaggi a confronto, e le tradizioni "magiche" intorno a questi.
Secondo la tradizione italiana la Befana, raffigurata come una donna molto anziana che vola di notte a cavalcioni di una scopa, fa visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per riempire le calze lasciate da essi appositamente appese sul camino o vicino a una finestra. I bambini che durante l'anno si sono comportati bene riceveranno dolci, caramelle, frutta secca o piccoli giocattoli. Al contrario, coloro che si sono comportati male troveranno le calze riempite con del carbone.
Per risalire alla nascita della figura della Befana si deve andare indietro nel tempo fino all'epoca dell'Impero Romano. Anticamente la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana d i Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. A guidarle secondo alcuni era Diana, dea lunare legata alla vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (sazietà) o Abundia (abbondanza). La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di influenze sataniche. Ma la sovrapposizione di queste figure e altre credenze diedero origine a personificazioni che sfociarono nel Medioevo nella nostra Befana, il cui aspetto
, benché benevolo, è chiaramente imparentato con la personificazione della strega. Il fatto che mia madre sia nata proprio il giorno della Befana ha fatto nascere in me da piccola la convinzione di essere figlia di una "strega".
, benché benevolo, è chiaramente imparentato con la personificazione della strega. Il fatto che mia madre sia nata proprio il giorno della Befana ha fatto nascere in me da piccola la convinzione di essere figlia di una "strega".
Passando invece ai Re Magi, questi sono i tre antichi astronomi e sacerdoti zoroastriani che, secondo il Vangelo, seguendo una stella estremamente luminosa, giunsero a Gerusalemme per adorare il bambino Gesù, appena nato. I bambini e i genitori messicani la notte tra il 5 e il 6 gennaio lasciano un bicchiere d'acqua vicino a delle scarpe e a volte qualche alimento, per mitigare la sete e la fama degli illustri viaggiatori. In più il 6 gennaio ci si riunisce in famiglia per tagliare la "Rosca de Reyes", un dolce dalla forma di ruota al cui interno sono nascosti uno o più bambinetti. Questi bimbi nascosti rappresentano al bambin Gesù che fu nascosto e protetto nel racconto biblico durante i tempi di Erode, perchè quest'ultimo, saputo che sarebbe nato il re dei re, aveva ordinato di uccidere tutti i bambini minori ai 3 anni.
Queste le tradizioni dei due paesi, devo dire che io sono affezionata alla cara calza, ovviamente piena di dolci ;)
Proverbio del 6 gennaio: Epifania, che tutte le feste si porta via
Filastrocchia sulla Befana: La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana, Viva, viva la Befana!
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De todos los días del año el 6 de enero es aquel en el
caul siento más la "distancia cultural" entre México e Italia.
Una mirada al Facebook no sería más elocuente: mientras mis amigos italianos
ponen fotos de calcetines llenos de dulces y para los niños traviesos llenas de
carbón, los mexicanos cuentan con fotos de zapatos malolientes que ponen bajo
del árbol y que luego encuentran el día siguiente rodeado o lleno de dones
(afortunados los que tienen el zapato más grande). Incluso la persona que trae
los regalos no es la misma: los niños mexicanos llaman para satisfacer sus
deseos a los Reyes Magos, mientras que los italianos a la figura mágica de la
"Befana", un bruja muy viejita. Así que veamos los dos personajes y
las tradiciones "mágicas" en torno a estas.
De acuerdo con la tradición italiana, la Befana es
representada como una mujer muy vieja que vuela en la noche a horcajadas de una
escoba, visitas a los niños en la noche entre el 5 y 6 de enero y llena los
calcetines dejados por ellos colgados en la chimenea o cerca una ventana. Los
niños que durante el año se han portado bien recibirán dulces, caramelos,
frutos secos o pequeños juguetes. Por el contrario, los que se han portado mal,
encontrarán calcetines llenos de carbón.
Para rastrear la aparición de la figura de la Befana
se tiene que ir atrás en el tiempo hasta el Imperio Romano. En la antigüedad, la
duodécima noche después del solsticio de invierno, se celebraba la muerte y el
renacimiento de la naturaleza, a través de la figura pagana de la Madre Naturaleza.
Los romanos creían que en estos doce noches, figuras femeninas volaban sobre
los campos sembrados para propiciar las cosechas futuras. A guiar estas figuras
según algunos era Diana, diosa de la luna en relación con la vegetación, según
otros, era una deidad menor llamada Satia (saciedad) o Abundia (abundancia). La
Iglesia condenó tales creencias, considerandolas el resultado de la influencia
satánica. Pero la superposición de estas figuras y otras creencias dio lugar a
personificaciones que terminaron en la Edad Media con la creación de nuestra
Befana, cuyo aspecto, aunque benigno, está claramente relacionado con la
personificación de la bruja. El hecho de que mi madre nació en el día de la Befana
ha
creado en mi la convicción de niña de ser la hija de una " bruja
".
Pasando a los Reyes Magos, estos son los tres antiguos
astrónomos y sacerdotes de Zoroastro que, según el Evangelio, siguiendo una
estrella vinieron a Jerusalén para adorar al niño Jesús recién nacido. Los
niños y padres mexicanos la noche entre el 5 y 6 de enero dejan un vaso de agua
cerca de los zapatos y algo de comida para mitigar la sed y el hambre de los
ilustres viajeros. Además, el 6 de enero se reunen las familias para cortar la
"Rosca de Reyes ", un pastel con forma de rueda en la que hay uno o
más niños escondidos. Estos niños escondidos quieren recordar al niño Jesús que
en los días de Herodes tenía que estar escondido, porque aquel rey, al saber
que iba a nacer el Rey de los Reyes, había ordenado matar a todos los niños
menores de 3 años .
Estas son las tradiciones de los dos países, tengo que
decir que soy más fiel a la versión de la Befana y de los calcetines llenos de
duces ;)
Proverbio italiano para el 6 de enero: “Epifenia, che
tutte le feste si porta via”. Epifanía, que quita todas las fiestas
Filastrocchia italiana para la Befana: “La Befana vien
di notte, con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana, Viva, viva la
Befana” - La Befana viene por la noche, con los zapatos todos rotos, la falda
con los parches, ¡Viva, viva la Befana!




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