viernes, 20 de marzo de 2015

Coinquilini ed altre sciagure / Roomies y otras catástrofes

A conti fatti, una quarantina di coinquilini hanno fatto comparsa nella mia vita. E penso che arrivata a questo numero e alla bella etá di 27 anni, son pronta a disfarmi definitivamente di loro (sorrisa diabolica).  Forse qualche coinquilino passato leggerá queste quattro righe e mi potrá tirare dietro che anch’io infondo non sono stata una coinquilina perfetta, ma in questo momento non me ne importa niente, perché é arrivato il momento di sputar senteza. Vorrei iniziare questa lista, o forse terminarla con “il peggior coinquilino é”, ma a pensarci bene ogni tipologia é peggiore di per sé e non posso stilare una classifica al peggio. Cosí iniziamo un pó con questa lista dell’orrore scaturita da esperienze veridiche:
-          Coinquilini nemici dell’igiene, che si mettono a bagnare soltanto sotto minaccia di una visita di fidanzata/madre. Capisci che arriverá qualche visita perché d’improvviso gli sparisce la barba e i due kili di sporcizia che si portavano addosso.
-          Esiste anche il coinquilino opposto, genere femminile, quello che se non passa un’ora intera nel bagno, e fino a quando non arriva allo stato di perfezione non molla la sua posizione strategica. Questo quando il bagno é condiviso con altre persone, che normalmente sono costrette ad andare al bagno all’universitá perché il bagno della casa di mattina é peggio che una roccaforte. (Fatto successo in un appartamento dove vivevamo 5 persone con un solo bagno).
-          Coinquilini notturni che vogliono convertire al nottambulismo anche gli altri integranti della casa. Quelli che si svegliano alle 2 del pomeriggio e non riescono a uscire dal pigiama e che a stento si possono alzare dal letto che diventa un’estensione di loro. Si staccano dal letto solo a notte fonda per mettere in pratica qualche rituale rumorossisimo, como per esempio cucinare cibo in scatola, fare lavatrici o semplicemtne urlare al telefono con qualche altra persona del loro clan.
-          Coinquilini fantasmi. Li vedi solo per errore, sembra che non vadano in bagno, non usano la cucina, e se li incroci in casa non riescono neanche a dire ciao. Sono stati i coinquilini che mi hanno fatto piú paura di tutti, perché sembravano la copia esatta degli assassini in serie dei film. Una volta ho incrociato il mio coinquilino fantasma nell’ascensore e mi ha chiesto se volevo un passaggio in macchina per il lavoro, ed io “manco morta”.   
-          Coinquilini “pollicino”, quelli che lasciano le loro cose disperse per tutta casa. Qualche mese fa mi era toccato un coinquilino che lasciava sempre le sue scarpe puzzolenti all’ingresso della casa, con tanto di calzettino che usciva fuori strisciando nel pavimento.
-          Coinquilini eccessivamente socievoli, quelli che ti vogliono seguire da tutte le parti e non ti puoi portare nessuno a casa perché stanno lí come terzo incomodo tutto il tempo. Sono quei coinquilini che quando iniziano a parlare non li fermi piú.
-          Coinquilini che si prendono a prestito qualsiasi cosa che ti appartiene: computer, tablet , e vestiti, quelli che arrivano a casa vestiti come una copia sputata tua e poi ti accorgi che non solo vogliono rubarti l’identitá, ma he effettivamente ti hanno giá rubato mezzo guardaroba.
-          Coinquilini latin lover, quelli che si portano a casa tre nuove coinquiste alla settimana, o che sotto ai tuoi occhi si portano a casa la fidanzata 1 e la fidanzata 2, e tu non sai bene qual’é l’ufficiale e ti si confondono i nomi di tutte e due.
-          Coinquilini stranieri, che a ore improponibili della notte fanno chiamate internazionali (ovviamente dovute al fusorario) e si mettono a urlare per tutta casa in una lingua incomprensibile. Tra questa “specie” annovero nei miei annali chiamate in francese, inglese, russo e olandese. In questa categoria entro perfettamente :p
-          Coinquilini che ti svuotano la dispensa. Quelli che non hanno capito bene la differenza tra quello che mio e quello che tuo e solo rispondono all’impulso della fame. Puoi aver fatto spesa per una settimana, ma se passa questo tipo di coinquilino in una notte si divora tutto. Normalmente non é furbo lo sufficente per far sparire la prove e termina per essere messo in croce.
Mi son scordata qualcuno? :p

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Haciendo bien de cuentas, unos cuarenta roomies han aparecido en mi vida. Y creo que llegando a este
número y a la hermosa edad de 27 años, estoy definitivamente lista para deshacerme de ellos (sonrisa diabólica). A lo mejor algún roomie  pasado leerá estas líneas y me podrá regresar que yo tampoco fui una roomie perfecta, pero ahora mismo no me importa un comino, porque ya es hora de escupir veneno. Quisiera empezar esta lista, o tal vez terminarla con un “el peor roomie es”, pero pensándolo bien cada uno de ellos es peor de por sí, y no se puede hacer una clasifica a lo “peor”. Así que empezamos con esta lista del horror que surgió de experiencias absolutamente verdaderas:
-          Roomies enemigos del higiene, que se mete a bañar solamente bajo la amenaza de una visita de la novia o de su madre. Entenderás que alguien llegará de visita porque de repente aparece en el depa sin barba y sin los dos kilos de mugre que llevaba encima.
-          También está el roomie opuesto, generalmente de sexo femenino, el que si no pasa una hora en el baño  hasta llegar al estado de perfección absoluta no abandona su ubicación estratégica. Esto pasa también cuando se comparte el baño con otras personas, que normalmente se ven obligados a ir al baño de algún local cercano en la mañana, porque el baño de la casa está protegido peor que una fortaleza. (Hecho real que pasó en un depa donde vivíamos 5 personas con un solo baño).
-          Roomies nocturnos, que quieren convertir al “nocturnismo” a toda la casa. Son aquellos que se despiertan a las 2 de la tarde y no logran quitarse el pijama y que apenas pueden salirse de la cama que se convierte en el día en una extensión de ellos. Se separan de la cama sólo por la noche para practicar algún ruidosísimo ritual, como por ejemplo cocinar alimentos en lata, lavar la ropa o simplemente gritando al teléfono con otra persona de su típo.
-          Roomies fantasmas. Se les ve sólo por error, no parecen ir al baño, no usar la cocina, y si se les cruza en el depa no puede ni siquiera decir un “hola”. Éstos fueron los compañeros que me han hecho más miedo de todos, porque se parecían exactamente a los asesinos en serie de las películas. Una vez coincidí con el roomi fantasma de aquel entonces en el elevador y me preguntó si quería un raid para el trabajo, y yo "ni de broma".
-          Roomies “pulgarcitos”, los que dejan sus cosas tiradas por toda la casa. Hace unos meses me tocó un roomie que siempre dejaba sus zapatos malolientes en la entrada del depa, con todo y calcetines que salían arrastrándose por el piso.  
-          Roomies demasiados sociables, a los que te siguen por todos lados y no se puedes llevar a nadie a la casa porque están ahí de tercera rueda todo el tiempo. Son roomies que cuando empiezan a hablar ya estás en problemas, porque no los puedes parar ni de chiste.
-          Roomie que piden prestado todo lo que te pertenece: compu, tablets y ropa, los que llegan al depa vestidos como tu copia perfecta y luego te das cuenta de que no sólo quieren robarte tu identidad, sino que en realidad ya te robaron la mitad de tu closet.
-          Roomies latin lover, que se llevan al depa tres nuevas conquistas por semana, o que en frente de todos se llevan al depa la novia 1 y la novia 2, y tu no sabes bien cuál es la oficial y no logras no confundirte de nombres.
-          Roomies extranjeros, que a las horas más absurdas de la noche hacen llamadas internacionales (obviamente debido a la zona horaria) y empiezan a gritar por toda la casa en un lenguaje incomprensible. Entre estas "especies" cuento en mis anales llamadas en francés, Inglés, ruso y holandés. En esta categoría quepo perfectamente yo: p
-          Roomie que vacía la despensa. Los que no han entendido la diferencia entre lo que es mío y lo que tuyo y que solo responden al impulso del hambre. No importa que has hecho compras para una semana, pero si pasa este tipo de roomie puede devorar todo en una noche. Normalmente no es lo suficientemente inteligente como para deshacerse de las evidencias, y termina por aparecer en el banco de los culpables.

Me olvidé de alguien? :P

lunes, 9 de marzo de 2015

8 di marzo nostalgico / 8 de marzo nostálgico

Tornando a casa ieri sera (domenica e quindi con el unico obbiettivo nella vira di buttarmi a letto), mi sono resa conto che era l'8 di marzo, la festa della donna. Durante la giornata ero stata a contatto con un sacco di persone e nessuno, dico nessuno, aveva fatto menzione alle festa. Non perché sia una paladina della festa della donna, ma in questi quattro anni che sono in Messico é la prima volta che mi rendo conto di quanto poco importa questa festa in questo paese, e neanche la mercadotecnia si sia messa in questo succoso mercato. Ieri sera mi sono ricordata con nostalgia quando mio padre l'8 di marzo si presentava con due rametti di mimosa, e se ci andava bene anche con una torta mimosa deliziosa. Effettivamente qua in Messico non ho mai visto una pianta di mimosa, mentra a Senigallia a inizio marzo puoi incontrare piante gialle e profumate che spuntano dai giardinetti delle case. Una meraviglia. 
E cosí l'8 di marzo se ne é andato via in silenzio, e infondo mi son chiesta che necessitá avevo io che qualcuno mi facesse gli auguri per una festivitá inventata dagli uomini per ribadire la loro supremazia sulle donne? Che necessitá avevo io se ogni giorno é la mia festa e di tutte le altre donne del mondo? Che necesittá avevo io di una torta se posso comprarmi una torta senza nessun pretesto qualsiasi giorno che ne avessi voglia?
Forse semplicemente nostalgia.

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Anoche regresando a la casa (domingo y eso significa que el único objetivo en mi vida era tirarme en la cama), me
di cuenta que justo era el 8 de marzo, la fiesta de la mujer. Durante el día había estado en contacto con un montón de personas y nadie, digo nadie, había hecho mención a la festividad. No porque sea una defensora de la fiesta de la mujer, pero en estos cuatros años que estoy en México es la primera vez que mi daba cuanta de que tan poco cuenta esta fiesta en este país, y ni siquiera la mercadotecnia se había metido en este prometedor mercado. Anoche me acordé con nostalgia de cuando mi papá se presentaba en la casa el 8 de marzo con dos ramitas de mimosa, y si teníamos suerte también con un pastel mimosa riquísimo. Efectivamente en México nunca vi una planta de mimosa, la flor que se regala en esta fiesta, mientras a Senigallia a inicio de marzo puedes encontrar las plantas amarillas y perfumadas que se asoman de los jardincitos de las casas. Una maravilla. 
Y así el 8 de marzo se fue silencioso, y al final me pregunté qué necesidad tenía yo que alguien me felicitara por una fiesta creada por hombre para reafirmar su superioridad respecto a las mujeres? Qué necesidad tenía yo si todos los días es mi fiesta y de todas las otras mujeres? Qué necesidad tenía yo de un pastel, si podía comprarme un pastel cualquier día que se me antojara sin ningún pretexto?
A lo mejor simplemente fue nostalgia.